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Challenger Cagliari: gioia Arnaldi, battuto in due set Hurkacz. Il titolo è suo

M. Arnaldi b. [6/WC] H. Hurkacz 6-4 6-4 Si chiude nel migliore dei modi la settimana in terra sarda di Matteo Arnaldi. Il tennista ligure si aggiudica il Sardegna Open, torneo Challenger 175, battendo in due set il polacco Hubert Hurkacz per 6-4 6-4 al termine di un match durato un’ora e quarantaquattro minuti. È un trionfo che sa di liberazione, quasi insperato se si guarda ai mesi precedenti. Il 2026 di Arnaldi era stato fin qui pesantemente condizionato da un problema al piede che ne aveva frenato la corsa: prima di approdare a Cagliari, l’azzurro aveva raccolto appena due vittorie, entrambe nelle qualificazioni (Brisbane e Montecarlo). Una striscia di cinque successi consecutivi in terra sarda e 175 punti che danno fiducia a Matteo Arnaldi in vista degli Internazionali d’Italia. Per Arnaldi si tratta del quinto titolo a livello Challenger, il più importante della sua carriera in quella che era la prima finale da giugno 2023. Un risultato che da morale anche considerando che nei quarti Arnaldi ha dovuto annullare anche un match point al portoghese Borges. Con questo successo Arnaldi riesce a portare a casa 175 punti che quasi compensano i 200 punti in uscita derivanti dai quarti raggiunti a Madrid nel 2025 e lo posizionano alla posizione numero 105 del ranking. Sorride a metà anche Hubert Hurkacz: nonostante la sconfitta in finale, il polacco lascia Cagliari con un balzo in avanti di dieci posizioni, riavvicinandosi sensibilmente alla top 50 mondiale. Primo set: Arnaldi ha la meglio all’ottavo set point Primo parziale molto altalenante che vive di momenti e che subisce, per alcuni tratti, anche gli effetti del vento che rende complicati alcuni scambi. In questo scenario figlio di un parziale che viaggia a strappi ad avere la meglio è il più solido in campo, Matteo Arnaldi che dopo essersi trovato sotto 1-3, riesce a chiudere 6-4 approfittando di una maggiore agilità nel portare a casa i game. Al contrario, Hurkacz è costretto a una fatica immane, trascinato ai vantaggi in quasi ogni game. Il dato che fotografa il set è il rendimento al servizio di Hurkacz: un disastroso 33% di punti vinti con la prima di servizio. Senza il colpo migliore, il polacco si ritrova meno in controllo negli scambi, commettendo una marea di errori non forzati. Nonostante la voglia da lottatore che lo porta a rimanere aggrappato al set con le unghie, annullando ben sette set point (sei dei quali sul proprio servizio), il parziale finisce nelle mani dell’azzurro. La scossa arriva sul 3-3. Mentre Hurkacz continua a regalare punti, Arnaldi decide di alzare il margine di sicurezza: gioca con più ordine, lascia che sia il polacco a forzare e a sbagliare). Da lì nonostante il brivido finale, l’azzurro gioca meglio e merita di portare a casa il parziale. Secondo set: Arnaldi rimonta ancora e porta a casa il titolo più importante della sua carriera Il secondo set sembra aprirsi sotto un altro copione: Hurkacz parte a razzo, infila una striscia di nove punti a uno e prova a scappare via. Ma è un fuoco di paglia. Come già accaduto nel primo parziale, la continuità si rivela il tallone d’Achille del polacco; le sue amnesie tattiche spalancano le porte alla rimonta di un Arnaldi lucido e spietato. L’azzurro legge benissimo la traiettoria di una battuta polacca ancora discontinua e, approfittando di un avversario che torna a collezionare errori gratuiti, piazza un contro-parziale di quattro game consecutivi.  Le fasi finali del parziale vedono il polacco alzare il ritmo al punto da arrivare a palla break nel corso dell’ottavo gioco. L’italiano però non trema e porta a casa il trofeo più importante della sua carriera meritando il successo in un match nella quale è stato premiato il tennista più solido e regolare. ...

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